Il Campus
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| Dietro la Library e prima del Magruder Hall |
Le strutture principali
sono il Baldwin Hall, la Kirk Building, la Baptist Student Union e la Library. Inoltre ci sono tutti gli altri dormitori, che hanno nomi come Centennial Hall, Ryle Hall, Dobson Hall, Missouri Hall e così via, per un totale di circa 3000 posti letto su 6000 studenti totali (gli altri non vivono nel campus).
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| Interno del campus, davanti a non ricordo cosa |
All'interno del campus, nella zona pedonale, ci sono le strutture principali dove si tengono le lezioni, oltre agli uffici amministrativi e alla biblioteca.
Il parco è molto rilassante e pieno di simpatici scoiattoli. Molti dormitori hanno caffetterie e mense e tutti hanno degli spazi ricreativi, lavanderie e sale studio.
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| La parte di campus dietro il Baldwin Hall |
Le mense
Per ora, l'unica mensa aperta è quella del Ryle Hall, uno dei dormitori che sta esattamente dall aparte opposta del campus rispetto al mio dormitorio, ovvero il Centennial Hall. Per arrivarci bisogna passare dentro i giardini, vicino a quelli che ho deciso chiamerò "Midnight Gardens", a causa della leggenda secondo la quale chi si bacia a mezzanotte tra i suoi fiori rimarrà unito per sempre e si sposerà.
| Parli del cibo o dei giardini, Admiral Ackbar? |
- La quantità di bibite gasate e cioccolatose che sono a disposizione
-La quantità di bibite gasate e cioccolatose che gli americani mangiano a colazione
-La pizza, sempre presente, fatta credo sul momento, con una quantità di formaggio sopra pari a quella prodotta dall'Olanda in 9 mesi.
-La presenza miracolosa di verdura e ortaggi
-Il fatto che i contenitori per frutta e verdura siano minuscoli
-Il fatto che di fianco alla verdura ci siano ciotole di gelatina
-La quantità di cereali sempre disponibile: ce ne saranno circa 12 scatole tipo caramelle al parco giochi.
-Il fatto di aver trovato della pastasciutta quasi decente
-Il fatto che quasi tutte le bibite che non siano coca cola sappiano di medicine alla ciliegia.
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| La piccola coda per entrare al Ryle Hall a mezzogiorno |
People!
Non potevo trovare di meglio.
Gli studenti internazionali sono tutto simpaticissimi e particolarei. Ci saranno almeno una ventina di culture diverse e forse di più. Ci sono i coreani super timidi, i cinesi che fanno combriccola, gli europei che organizzano uscite e festicciole, tibetani che vogliono sapere assolutamente come si dice "ti amo" in italiano, e tutti sperano che gli cucinerai prima o poi un piatto di carbonara (anche i tibetani sanno cos'è!).

Dalla prima uscita al McDonalds fino a quella sul lago vicino all'università, si capisce subito che sono stato fortunato e che tutti quanti hanno voglia di divertirsi e sfruttare al massimo l'esperienza in America.
Per quanto riguarda gli americani, sto aspettando ancora i freshmen che arriverano domani. Finora, le mie impressioni sono queste.
Gli americani sono ossessionati dalle regole: mai andare contro le campus rules, vanno nel panico.
Sono estremamente positivi, talmente tanto che ogni tanto esagerano.![]() |
| Questa è una Frozen Fanta alla menta. Non bevetela mai |
Lasciano che siano gli uffici e la burocrazia a fare le cose per loro: sono estremamente organizzati,
ma danno l'impressione di non potersela cavare fuori dagli States.
Sono incredibilmente disponibili e pronti allo scherzo, alla risata.
Non ti giudicano dal tuo accento, dal tuo colore
di pelle o da come coniughi un verbo: ti fanno i complimenti, e poi ti suggeriscono come migliorare.
Si fanno un sacco di docce e sembra che facciano fatica a limitarsi negli sprechi e negli eccessi.
Ti riempiono di fogli: regole sul campus, mappe, appuntamenti, regole per vivere con il roommate, shopping lists, segnalibri con orari.
Sono orgogliosi del loro Stato ma rimangono sempre stupiti di quanto sia bello il tuo.
Ti vendono delle cose terrificanti da bere e da mangiare.
Ti chiedono sempre scusa, qualunque cosa succeda.
La stanza
Carina, piccola, nella media.
Due letti e due scrivanie, un bagno. La finestra dà sul parcheggio ma è sempre tutto molto tranquillo.
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| In questa foto c'è anche un beduino che fa il tè con il suo cammello. Nel senso insieme, non è che ce lo puccia dentro. |
L'unico inconveniente è quel simpaticone che alle 6 del mattino passa con l'airspreader, quel cosa fatto a tubo che soffia aria e sposta la polvere. Ti possino.
Per il resto, non manca nulla.
Ah no, aspettate un momento.
Il bidet. Già, dimenticavo.
Merda.
Kirksville
Nota dolente.
Credo che il cimitero di Pellazza sull'Arno abbia più persone che ci camminano dentro.
Di notte.
Viene da chiedersi se non sia una città finta, di quelle costruite per un film, pronte per essere tirate giù il giorno dopo. Magari domani mo sveglio e non c'è più niente.
Si vedono luci dentro le case, quindi immagino ci sia qualcuno che ci vive. Anche se non si vede mai nessuno camminare per strada, andare a prendere il giornale, fare la spesa, chiacchierare al bar con un amico.
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| Un trafficato incrocio a Kirksville. Notare la banda delle majorette sulla sinistra. |
In un paese del genere, insomma, le cose sono così. Vedrò se ci sarà un po' di vita dopo l'inizio delle lezioni. Ma per adesso, si rischia solo di entrare in Narnia girando per qualche strada abbandonata.
Le casette sono tipiche americane, con il vialettino (a volte) e il giardinetto (sempre) senza alcuna recinzione (e chi si avvicina?).
E dire che mio nonno si lamenta di Torre Pellice. Almeno lì non sembra uno scenario post atomico.








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