Se ci interessiamo alla vita degli altri
è solo perché cogliamo i riflessi
di quello che volevamo
fare con le
nostre.
(La canzone da ascoltare mentre leggi è
questa)

Tengo talmente tanto aperte le pagine dei dizionari inglesi online cheoxfordictionaries.com vuole darmi la residenza.

Il modo più comodo per scrivere i messaggi diventa quello di disegnarli per terra.
Il tuo orologio biologico diventa quello del cappellaio matto e ti ritrovi alle 4:00 a scrivere cagate su internet ascoltando gli Zen Circus e Le luci della centrale elettrica.
Ogni mattina, in America, quando sorge il sole, uno studente che è stato sveglio a scrivere cagate su internet per tutta la notte sa che dovrà rassegnarsi ad avere sonno per tutto il giorno.
"In America porterò avanti il mio progetto di scrittura". Non sai più utilizzare i congiuntivi e le subordinate diventano simpatiche come i moscerini che ti ronzano vicino all'orecchio di notte.
Devi inviare da 15 giorni dei capitoli a una persona e ancora non l'hai fatto.
Il cibo passa da "Orripilante" a "Se proprio devo" a "Hamburgheeeeeeer" in meno di tre settimane.
Stupore nello scoprire che alcuni test sono "open book". Sì, qui è legale copiare, anche se in ogni syllabus la sezione "plagiarism" è lunga una pagina e mezza. Del tipo "se non citi le quotazioni ti cacciamo, ma puoi copiare durante gli esami".
Stupore nello scoprire che, no, l'esame che avrai tra 5 minuti non è open book e tu sei fregato.

Tutto è fatto su internet. Anche la cacca. Presumibilmente.
La carta igienica sarà open source?
"Come and meet my cat" è una frase da non dire a chicchessia.
Non capire perché con qualcuno parlare inglese è facilissimo, con qualcun altro, invece, non puoi fare altro che intorcigliarti.
I momenti in cui vorresti avere a che fare con un italiano.
I momenti con cui ringrazi Dio di non dover avere che fare con un italiano.
Gli attacchi di poesia incerta alle tre di notte.
Studenti che si allenano per la selezione di "Serial killer inquietante dell'anno"
Le confraternite, il beer-pong, i basement senza luce dove si balla di nascosto, i tentativi di dimenticare che ci sono cose più grandi di noi.
Persone che vogliono parlare italiano pur essendo tedeschi, e per dire "ti voglio bene" pensano in inglese e dicono "ti amo". E "Firenzthsze".
I momenti di devastante certezza di aver perso l'aereo più di una volta.
Innamorarti di una Università che non hai mai fatto.
I cartelli che non si limitano a descrivere cosa fare in caso di incendio e che, per non essere troppo mainstream, ti ricordano che 1) in America ci sono i tornado e 2) in America non puoi bere fino ai 21 anni, ma potresti avere un M16 sotto il giubbino, di fianco al tuo libro motivazionale preferito.

I finlandesi ubriachi sono bellissimi.
Potrete anche avere soldi, fama e successo, ma un serbo incontrato in America che vi dà un due di picche con in mano un pezzo di pizza gigante alle due di notte voi non ce lo avrete MAI!

Andare a lezione con i pantaloncini da ginnastica e con le ciabatte. Mentre piove e ci sono 10 gradi.
Sudcoreani che cercano imparare l'italiano. Sarebbe anche una buona cosa se le prime parole a essere abusate non fossero "Plebeo" e "Belin". Almeno ha recuperato con "Dioffa".
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| Da premiare il metodo. |
Sudcoreani che ascoltano esclusivamente Ludovico Einaudi.
Sudcoreani che si tatuano l'eyeliner sugli occhi.
Sudcoreani. Sudcoreani dappertutto.
I gruppi di soldati e studenti militari che alle 6:30 di mattina corrono nei campi cantando canzoni improbabili.
I vecchietti seduti sull'uscio di casa con un fucile in mano. E che ti guardano passare. Molto lentamente.
Incredibili attacchi d'arte sui muri piastrellati dei bagni del dipartimento di comunicazione.
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| Word Paper. |
Non sapere che cosa succederà quando tornerai, come guarderai le strade e le case, i macellai e le costellazioni di automobili parcheggiate, e se sarai ancora capace divedere delle vene nelle foglie autunnali.
Professori che ti invitano nel loro ufficio per prendere una caramella, dareuna botta all'omino con latesta traballante di Spock, che hanno adesivi e poster della Marvel in studio e che mettono la musica di Star Wars per la presentazone dei corsi.
Il Wallmart, quel posto metà supermercato metà centro di sanità mentale, dove le carte di credito funzionano bene solo nei giorni par dei mesi dispari bisestili, dove puoi trovare di tutto, dalla canna da pesca allo sbucciatore di acini d'uva (non sto scherzando).
Non riuscire ad abituarsi alla quantità di scatolame, imbustinamenti e cibi sottovuoto che gli americani consumano, vendono e comprano senza battere ciglio. Portafogli semoventi tra scaffali di copia-incolla, pieni di plastica in contenitori di latta sgargianti come sorrisi di venditori porta a porta.
Macchinette succhiasoldi ma spiritose.
Andare nella countryside e pensare che l'America, ogni tanto, non è così male.
A risentirci più avanti con nuove
entusiasmanti avventure.